Into Theatre Wild

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Progetto di ricerca artistica

La Società Speleologica Italiana patrocina "Into Theatre Wild - la serie" di INTI (Luigi D’Elia e Michela Cerini), un progetto di ricerca artistica per la produzione di documentari teatrali che si svolgerà in Puglia lungo l'arco del 2021.

INTOTHEATREWILD | la serie è un progetto di ricerca artistica per una nuova pratica di narrazione dei luoghi naturali attraverso il teatro, la poesia, le arti sceniche: far incontrare intimamente l’esperienza del teatro dal vivo con l’attraversamento della natura, mediante la produzione di corti/documentari teatrali, che raccontano i luoghi ancora selvaggi della Puglia.
Vogliamo sperimentare in questo viaggio un approccio diverso alla creazione artistica, alla scrittura, all’attraversamento dei luoghi, un ribaltamento della “qualità” della ricerca artistica, verso una pratica che metta l’esperienza davanti alla
comprensione, il battito davanti alla grammatica, il wild e il vento davanti all’ordine e all’estetismo dell’uomo: inoltrarsi senza alcuna protezione nella natura per ritrovare il fuoco del racconto.


Angoli incontaminati di Puglia diventano lo scenario di un progetto che riaerma la necessità di incontro diverso con la natura e con la materia organica e biologica del racconto e del teatro, oggi più che mai. Seguendo frammenti e scritture letterarie e teatrali, accompagniamo lo sguardo dello spettatore in luoghi poco conosciuti della regione svelandone il valore con un approccio sussurrato e rispettoso, dove tutto è rarefatto, perché l’esplorazione è delicata,
rispettosa, sensibile. Il punto di vista è di chi esplora ciò che è sconosciuto sentendosi allo stesso tempo ospite e parte di un sistema.

 

Ogni corto/documentario diventa la forma finale di un cantiere articolato in 3 residenze nei luoghi naturali che porteranno alla presentazione e produzione dei primi 3 episodi di una serie, che racconta nella libertà dello spirito selvaggio angoli e luoghi speciali del wilderness di Puglia con un approccio nuovo mai sperimentato.



Le aree wilderness sono luoghi che mantengono uno stato morfologico del paesaggio ancora “selvaggio”, nonostante millenni di civilizzazione e sviluppo. Preservano una situazione ambientale e paesaggistica “antica”, dove le forme della natura (e forse dell’arte) possono evolversi liberamente. La Puglia non ha aree wilderness censite né segnalate, non perché non ve ne siano, ma semplicemente perché nessuno lo ha ancora fatto. In realtà ve ne sono diverse e di più tipi: marine, carsiche, boschive...

Al centro del progetto proposto vi sono alcune di queste aree, per promuovere una Puglia non di massa, una proposta d’arte e natura rivolta ad un pubblico consapevole e rispettoso che sposa ricerca d’arte e promozione nuova del territorio.

 

LE PRIME TRE TAPPE DEL VIAGGIO I PRIMI TRE EPISODI DELLA SERIE

 

TORRE GUACETO (Brindisi). La riserva naturale statale Torre Guaceto è un’area naturale protetta situata sulla costa adriatica dell’alto Salento, a pochi chilometri dai centri di Carovigno e San Vito dei Normanni costituita da un’area marina ed una terrestre. Il parco si estende per un tratto di costa lungo 7 km. La riserva rappresenta probabilmente l’eccellenza della natura protetta di Puglia e un centro di sperimentazione di pratiche di sviluppo sostenibile a livello
europeo.
Nella Riserva di Torre Guaceto è prevista la produzione del corto teatrale Ali tratto da Aspettando il vento di L. D’Elia e F. Niccolini.

 

BOSCO CUTURI (Manduria). Esteso oltre 35 ettari ed ubicato a circa 80 metri sul livello del mare, il Bosco Cuturi rientra nelle Riserve Naturali Regionali Orientate del Litorale Tarantino Orientale, nell’immediato entroterra del territorio di Manduria, in provincia di Taranto. Tale formazione boschiva rappresenta tutto ciò che resta, in agro di Manduria, delle migliaia di ettari di fitta vegetazione spontanea denominata Foresta Oritana o Bosco dell’Arneo che in passato, come risulta da documenti del XVI secolo, ricopriva gran parte del territorio compreso fra il Comune di Oria e le attuali località di Porto Cesareo, Veglie, San Pancrazio, San Donaci, Torre Borraco e che nel tempo, con disboscamenti iniziati nel ‘700 ed intensificati nel ‘900, è stata distrutta quasi totalmente.
Nel bosco di Cuturi è prevista la produzione dei un corto teatrale liberamente ispirato a Il Barone rampante di Italo Calvino.

 

GROTTA DI NOVE CASEDDE (Martina Franca al confine con Ceglie Messapica e Grottaglie). Cavità non turistica. Sicuramente una delle più interessanti del territorio perché presenta testimonianze di riti (il rito dell’acqua) e frequentazione umana (vi sono delle inscrizioni in beneventano che testimoniano il passaggio di frati in periodo di inquisizione). L’imponenza degli ambienti è insolita per le grotte delle Murge meridionali. Censita per la prima volta negli
anni 50 da Franco Anelli e successivamente da Parenzan.
Nella Grotta di Nove Casedde è prevista la produzione di un corto teatrale ispirato al racconto Ulisse e Polifemo da Omero.

 

Il progetto è della compagnia INTI di Luigi D’Elia, diretto da Luigi D’Elia (autore, attore e scenografo) insieme a Michela Cerini (immagini e video) e condotto in parallelo in Lombardia insieme a Campsirago Residenza nell’ambito di una ricerca di rete nazionale denominata Progetto CONRAD.

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