Il Fondo storico

Il punto di eccellenza del Centro è sicuramente rappresentato dal "Fondo Storico" che raccoglie le pubblicazioni edite nel 17° e 18° secolo. In questa sezione sono comprese anche le opere pubblicate fino ai primi anni del '900. Il motivo che ci ha spinto a considerare "storiche" pubblicazioni che in assoluto potrebbero ritenersi abbastanza recenti, discende dal fatto che la Speleologia è una scienza giovane, che ha cominciato a muovere i primi passi solo alla fine del 1800, ma è solo tra le due guerre mondiali che si è affermata come disciplina scientifica.

La parte più consistente del "Fondo Storico" proviene dalla biblioteca dell'Istituto Italiano di Speleologia, cui si sono aggiunte in tempi successivi le donazioni dei Direttori dello stesso Istituto: Perko, Gortani e Anelli. Di particolare rilevanza è stato poi il deposito effettuato nel 2000 dal Ministero dei Beni Culturali della biblioteca di Salvatore Dell'Oca che contava molti libri e opuscoli rari risalenti al XVIII e XIX secolo.

Dal 1988, poi, una buona parte dei fondi destinati dalla Società Speleologica Italiana alla Biblioteca del Centro vengono utilizzati per il reperimento sul mercato antiquario opere ancora mancanti a questa sezione. In questo modo è stato possibile assicurare al Centro opere importantissime ed estremamente rare quali il "De Animantibus Subterraneis" (1614) e il "De Re metallica" (1657) di Agricola, il "Mundus Subterraneus" (1678) e il "Latium" (1682) del Kirker, il "Voiages en Dalmatie" (1778) del Fortis, il "discorso Accademico intorno all'origine delle fontane" (1726) di Vallisneri, il "Viaggio nel Regno delle due Sicilie" (1824) dello Spallanzani, il "Dizionario Corografico d'Italia" (1781) del Calindri, per citare solo alcuni dei titoli più famosi.

Ma l'acquisizione certo più importante è stata la prima edizione del "Die Ehre das Herzogthums Crain" (1689) del Valvasor: questa opera è stata stampata solamente in 500 esemplari e tratta specificatamente del Carso Classico, cui dedica un'imponente iconografia di oltre 600 incisioni nel testo, molte delle quali dedicate a grotte e fenomeni carsici famosissimi (grotte di San Canziano, Castel Lueghi, Postumia, etc.).
Negli ultimi 40 anni tale opera non era mai apparsa nei cataloghi europei di aste librarie e nel 1995, grazie al notevole sforzo finanziario fatto dalla Società Speleologica Italiana al di fuori del normale finanziamento del Centro, e alla collaborazione della Libreria Naturalistica Bolognese, è stato possibile aggiudicarsi tale opera non appena è stata bandita ad un asta di libri rari a Francoforte.
La più recente acquisizione importante (2013) consiste in un manoscritto del 1852 che descrive un viaggio nel carso classico con visita a molte grotte dell’are e in particolare alla grotta di Corniale con all’interno uno splendido guascio della stessa.
Attualmente il "Fondo Storico" è costituito da oltre 600 libri e oltre 900 estratti od opuscoli ed è quindi di gran lunga la più grande raccolta tematica al mondo di libri antichi sulla speleologia e il carsismo. La suddivisione tematica del materiale ricalca quella della resto della Biblioteca. Per accentuare il carattere storico del Centro, dal 1988 a fianco al fondo dei libri antichi è stata istituita anche una sezione relativa alle stampe antiche: Il patrimonio di incisioni, disegni, dipinti, che copre un arco di tempo dal 1600 ad oggi, si è andato rapidamente espandendo sino a raggiungere la consistenza attuale di oltre 1200 esemplari.

A questi vanno aggiunti oltre 400 manifesti, alcuni risalenti ai primi anni del secolo scorso: questo pone la collezione iconografica del Centro tra le maggiori raccolte mondiali su questo tema e inoltre risulta esser l'unica in Italia a disposizione del pubblico.

Solamente una minima parte dei materiali di questa sezione è esposta in permanenza all'interno della Biblioteca di Speleologia; la maggior parte è conservata in classificatori e viene utilizzata, con cadenza quasi annuale e comunque ogniqualvolta ne venga fatta richiesta, per mostre pubbliche, di norma collegate alle più importanti manifestazioni patrocinate dalla Società Speleologica Italiana. È in corso la revisione delle schede di questa sezione al fine di inserirle in maniera organica in un apposito database informatizzato.
Nel 2003 all'interno del fondo storico si è istituita anche la sezione "Cartoline postali", grazie al reperimento sul mercato di un "corpus" di cartoline cecoslovacche e alla donazione da parte di Arrigo Cigna di una notevole collezione: attualmente la consistenza di questa sezione è già di oltre 1200 esemplari provenienti dai 5 continenti.

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